Viaggi e avventure

Ha senso continuare a viaggiare?

viaggiare ai tempi del terrore
Scritto da Viola

Ha senso continuare a parlare di viaggi? Sono le domande che continuo a farmi da circa un mese e per le quali ho anche abbandonato un po’ il blog, in attesa di ispirazione.

E’ difficile parlare di viaggi, quando il mondo è in costante subbuglio per gli attentati terroristici che hanno da poco sconvolto Parigi e, con meno clamore, continuano a mietere vittime in paesi considerati forse turisticamente meno appetibili.

E’ difficile parlare di viaggi perché nel viaggio è insito l’amore per la scoperta del diverso, mentre in questa insensata guerra, che molto ha a che fare con i confini e con diverse popolazioni, è l’odio per ciò che è diverso a farla da padrone.

Io sono tra quelli che non hanno colorato la foto profilo di Facebook con il tricolore francese e non perché la questione mi abbia lasciata indifferente. Sono tra quelli che si sono chiesti perché i 41 morti e più di 200 feriti di Beirut del giorno precedente non abbiano avuto lo stesso peso mediatico e perché la facile solidarietà da Social Media sia sempre così imparziale.

Credo che il viaggio sia la più potente forma di educazione e credo nell’educazione come unica via per salvarci da ogni forma di violenza. Educazione intesa come conoscenza ovviamente, e non come le ‘buone maniere’ che sono ormai così démodé. La paura del diverso è legata a doppio filo all’ignoranza nel suo senso più letterale, e cioè alla mancanza di conoscenza. E’ incapacità di mettersi nei panni dell’altro, in nome di religioni o ideologie travisate e riadattate in base agli interessi economici dei più forti. L’ignoranza alimenta l’odio ed è la prima nemica da combattere in questa guerra. O almeno questo è quello che credo. Per la cupidigia dei potenti non ho cure, ma l’educazione dovrebbe essere il primo passo, se il nemico numero uno è la paura.

 El sueño de la razón produce monstruos – Il sonno della ragione genera mostri, si legge in un’opera di Francisco Goya.

In ricordo di tutti i civili caduti per una guerra che non gli appartiene e per ragioni assurde in cui non credono, vorrei condividere questi due video. Il primo, #WhySyria, fa chiarezza sulla complicata situazione siriana e spiega in un’ottica storico-politica alcune delle motivazioni che stanno dietro a questo conflitto. Poi, come si dice giustamente nel video “Ci sono cose che non possono essere descritte con delle mappe, come la sofferenza delle persone colpite dai vari conflitti”.

Il secondo è un monologo tratto da Crozza delle Meraviglie che mi ha colpito e che condivido appieno. Un video che tutti dovrebbero vedere.

Buona riflessione!


P.S.: Per me, che sono un’irrimediabile fatalista e una grande ottimista, la risposta è sempre sì.  Tu cosa ne pensi? Se ti va, dimmi la tua nei commenti.

Chi sono

Viola

Per quest'anno non cambiare: stessa spiaggia, stesso mare?
NO WAY! Hai sbagliato blog.