Viaggi e avventure

2 settimane in India: l’arrivo a Delhi

2 settimane in India - L'arrivo a Delhi
Scritto da Viola

Clacson, traffico, colori, mucche che pascolano in mezzo a una strada a   4 corsie, sorrisi, banchi di frutta dai mille colori, mendicanti, businessmen, palazzi immensi ultramoderni e gente che fa i suoi bisogni sullo spartitraffico, clacson, smog, bellissimi parchi ricchi di  piante tropicali, clacson: welcome to Delhi, Sir. Welcome to Incredible India. 🙂

2 settimane in giro per il Rajastan, con partenza da Delhi e arrivo a Varanasi

Finalmente l’India! Sognata, immaginata e desiderata a lungo: un luogo che evoca immagini contrastanti tratte da racconti di gente che l’ha vissuta, libri, film e preconcetti logori. Un’esperienza che attendevo da tanto ed ora, finalmente, sono qui.

Certo, due settimane sono davvero pochissime per pensare di vistare una terra immensa come l’India, ma io e Dani volevamo comunque farlo e avendo a disposizione solo le 3 prime settimane di agosto come tante persone che lavorano in azienda, abbiamo comunque deciso di partire per questa avventura che parte dall’India e che finirà in Sri Lanka.

Ecco i dettagli del viaggio:

  • Durata: 2 settimane in India + 1 in Sri Lanka
  • Città da vedere: Delhi, Jaipur, Jodhpur, Udaipur, Pushkar, Agra, Varanasi in India (cioè principalmente la regione del Rajastan + Delhi e Varanasi); Colombo e Arugam Bay in Sri Lanka
  • Periodo dell’anno: agosto. Sebbene sconsigliato da molte guide perché fa parte della stagione delle piogge (aprile-ottobre) per ora si sta rivelando ok, generalmente soleggiato con qualche acquazzone, ma con picchi di calore di 38-39 gradi. Non per tutti, insomma.
  • Modalità di viaggio: viaggio a due con Daniele + autista/guida Rajendra + viaggio in treno notturno per Varanasi + 2 voli interni (Varanasi – New Delhi e New Delhi – Colombo). L’idea iniziale di affittare un’automobile ci è stata caldamente sconsigliata da amici e ora capiamo il perché: il traffico indiano non è affrontabile da un italiano. Davvero. I tempi stretti inoltre non ci permettevano di organizzare al meglio tutti gli spostamenti in treno e l’autista è stata per noi la soluzione più adeguata.
  • Organizzazione viaggio: volo, visti, pratiche burocratiche, consigli e prenotazione alcuni hotel con l’aiuto dell’agenzia viaggi Acerboli, autista/guida + altri hotel India Karni + preziosa consulenza amici.

L’arrivo a Delhi:“Good horn, good brakes and good luck!”

La prima città ad accoglierci in questo viaggio è Delhi, l’aeroporto  internazionale più vicino. Dopo un ottimo volo di 10 ore circa con la Emirates che ha tentato di ingozzarci di cibo in ogni modo, eccoci quindi catapultati nella capitale indiana, Delhi, città di circa 20 milioni di abitanti, caotica, frenetica, calda, ma anche incredibilmente accogliente e fascino.

Superato l’impatto iniziale con il traffico e lo smog (ci raccconta Raj che nella scuola indiana il motto è Good horn, good brakes and good luck!” ovvero “Buon clacson, buoni freni e buona fortuna!” che spiega molto dello sregolato stile di guida indiano, anche see non spiega abbastanza bene l’incessante rumore di clacson), scopriamo che Delhi nasconde immensi giardini tropicali curati alla perfezione, scrigni segreti che custodiscono pezzetti della sua storia millenaria, dai palazzi Moghul ai più recenti monumenti dedicati alla memoria di Gandhi.

Il paese delle  contraddizioni

Quello che si sente spesso dire dell’India è che si tratti di una nazione piena di contraddizioni, a metà tra tradizione e modernità, lanciata a grandi passi verso il futuro con la sua zavorra di povertà e arretratezza, cosa che non impedisce però agli indiani di accogliere tutto con il loro pacifico sorriso.

Le contraddizioni sono effettivamente parte della loro realtà e fanno parte del fascino indiano. Agli angoli della strada totalmente bloccata dal traffico, uomini vestiti all’occidentale si riparano all’ombra di piccoli alberi e non staccano lo sguardo dai telefonini, nel centro di Old Delhi, taxi, motorini e piccoli camion sfrecciano tra gente a piedi, in bicletta, risciò, tuk-tuk e carretti trainati da mucche in strade di 2 metri di larghezza, facendosi strada al suono di clacson, campanelli e chi più ne ha più ne metta. Ed è solo un piccolo assaggio.

Testimonianze di una storia antica

Tra le piccole stradine costellate di insegne e addobbati da fili elettrici che sembrano ragnatele, cacca di mucche e odore di spezie, vecchi e bambini, mamme in bellissimi abiti sgargianti e venditori di ogni cosa, spuntano con grande naturalezza enormi cupole di antiche moschee, mura e torri di arenaria rossa risalenti al XIV secolo, cupole bianche di templi sikh e monumenti dedicati a questo grande paese.

Cosa vedere a Delhi

Il primo giorno dopo l’arrivo l’abbiamo come per tradizione dedicato al relax e all’esplorazione.

Delhi non è una città da esplorare a piedi, ci è sembrato subito abbastanza evidente. Le distanza sono davvero immense e si rischia di trovarsi su vie di grande comunicazione con marciapiedi piccolissimi e non illuminati. Ovunque si possono comunque trovare risciò, tuk-tuk e taxi che ti portano  volentieri  in capo al mondo. Pare anche che la metropolitana funzioni molto bene.

La città è immensa ma in un giorno o due si riescono a visitare i monumenti più importanti. Il nostro tour è partito dal Jama Masjid, la moschea più grande dell’India, risalente alla metà del XVII secolo, un impressionante monumento in arenaria rossa e marmo bianco, che si affaccia sul Red Fort, il forte ‘rosso’ che costituisce la maggiore attrattiva di Delhi, che non siamo riusciti a visitare per via della preparazione per i festeggiamenti del 15 agosto, giorno dell’indipendenza. Non troppo distante è il Raj Ghat, un grande parco che ospita le ceneri di Gandhi e dedicato alla sua memoria.

Scendendo a sud della città abbiamo poi visitato il complesso del Qutb Minar, risalente al XII secolo, un sito arrcheologico di importanza internnazionale assolutamente imperdibile iniziato dai sultani Mehrauli

Altro monumento che merita una visita  risalendo verso nord è la tomba di Humayun, mausoleo  che attinge all’architettura persiana e Moghul che si ritiene sia stato fonte di ispirazione per la costruzione del Taj Mahal.

Consigli

  • Ovunque sarete assaliti da persone che tenteranno di  vendervi ogni cosa, soprattutto sé stessi come guide.  Alcuni sono procacciatori di clienti per ristoranti e negozi. Attenzione!  Questo non vuol dire non parlare con i locals, ma tranquilli, li riconoscerete presto.
  • Trattate sempre sui prezzi!
  • Portatevi un cappello, il sole picchia davvero….
  • Una  guida locale i può aiutare a  evitare fregature, almeno  i primi giorni.

Ristoranti

Ne abbiamo provati due molto buoni:

  • Hotel Saravana Bhavan:  con cucina tipica del sud dell’India, vegetariano, veramente economico (piatti principali tra le 100 e 300 Rupie). Molto semplice come locale ma davvero ottimo.
  • Red Onion: ottimo ma con prezzi decisamente supeiori (dalle 300 alle 600 Rupie per le portate principali). Locale molto buio, ma curato e pulito. Popolato da turisti e locali.

Per il momento è tutto, a  breve caricherò qualche foto. Per ora potete trovare qualcosa sulla mia pagina Facebook WanderWoman.it

Namasté 🙂

Chi sono

Viola

Per quest'anno non cambiare: stessa spiaggia, stesso mare?
NO WAY! Hai sbagliato blog.